Convegno Molisani nel Mondo
Campobasso - Autunno, 1987
Avventure di molisani
nel Nuovo Mondo
Già altri prima di me hanno parlato molto bene, scientificamente direi, dell’emigrazione molisana dall’Ottocento ad oggi. E hanno spiegato come e perché dalle colline del Molise i nostri corregionali hanno sempre risalito i tratturi della memoria in cerca del mare. Nei miei anni giovani a Casacalenda io vedevo, con invidia ma anche con contentezza, i miei compaesani assediare il treno che si fermava fra due gallerie - una che portava a sud, l’altra al nord, - e quindi sparire nel tunnel, sempre quello del nord.
Ricordo un racconto di Giose Rimanelli che parla dei primi stormi di emigranti che si perdevano, come folaghe in autunno, nei campi arati del mondo. E un giorno di gelo verso la fine del ‘59 vidi lo stesso Rimanelli abbordare un aereo per le Americhe e non tornare più. Ognuno parte per un dolore ricevuto, o per una speranza da realizzare. Ma lasciare, verbo che implica "perdita", spesso nient’altro significa che morire, e solo per qualcuno - prescelto, forse predestinato - il miracolo di Lazzaro torna a riaccendere.
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lunedì 7 novembre 2011
sabato 20 febbraio 2010
PIETRO CORSI, scrittore e manager di succeso
di Barbara Bertolini
articolo pubblicato su Altromolise il 12 ottobre del 2002
E’ un letterato molisano-americano ma potrebbe essere il perfetto “ambasciatore” del made in Italy perché ne rispecchia appieno il profilo. Pietro Corsi, nato a Casacalenda, il paese dei letterati, emigrato nel 1959 in America, è stato innanzitutto un manager che ha saputo portare al mulino “Italia” tanta acqua. Infatti, divenuto dirigente di una compagnia crocieristica, la mitica Princess Cruises di Los Angeles, promosse la cucina italiana sostituendo tutti i cuochi in prevalenza cino-canadesi con cuochi italiani, convinto che fossero i soli a poter produrre menu internazionali degni di navi di lusso. La scelta di Corsi, inaugurò la tradizione italiana in quella compagnia. Sono migliaia attualmente i cuochi italiani che si sono succeduti da allora sulle sue navi. Ma non solo, grazie alla sua mediazione la società commissionò alla Fincantieri di Monfalcone due navi gemelle disegnate da Renzo Piano, la “Crow Princess” e la “Regal Princess” e successivamente tutta una nuova flotta ancora oggi in costruzione. Un colpo di fortuna in quel periodo gli arrivò inaspettatamente dalla soap opera “The Love Boat” che fu girata sulla Princess Cruises. Quel programma televisivo attirò, infatti, sulle sue navi migliaia di turisti desiderosi di rivivere le esperienze dei protagonisti di quella trasmissione di successo. E fu proprio il casacalendese Corsi a contribuire al successo della compagnia americana, divenuta una delle più grandi del mond
A Montreal si mise subito in contatto con il giornale di lingua italiana “Il cittadino canadese”. Un suo racconto pubblicato a puntate e che narrava la storia di un povero emigrato molisano ottenne un gran successo. Questo racconto fu successivamente pubblicato dall’editore Nocera con il titolo La Giobba. Corsi, nonostante tutto, non si sentiva ancora pienamente soddisfatto della sua vita, anche perché fare il giornalista “etnico” non pagava molto e, in America, il prestigio è una questione di soldi: vali quanto guadagni!
Dal suo pensionamento vive tra l’America e il Molise dove, fino a pochi anni fa l’aspettava con trepidazione la vecchia madre. Per il suo ultimo romanzo si è ispirato ad un fatto di cronaca realmente accaduto a Casacalenda negli anni ‘50. Omicidio in un paese di cacciatori (edizioni Enne – prefazione di Sebastiano Martelli), ottiene un notevole successo di vendite. Ora Pietro Corsi sta completando il libro sul missionario Raffaele Piperni, originario del suo paese e che fondò la congregazione dei Salesiani in Messico e San Francisco. Un missionario molisano puro e duro che alla fine del secolo scorso, seguendo l’esempio di Don Bosco, con cui ebbe anche rapporti epistolari personali, riuscì a realizzare oratori e ad aiutare tanti italiani emigrati negli Stati Uniti
articolo pubblicato su Altromolise il 12 ottobre del 2002
E’ un letterato molisano-americano ma potrebbe essere il perfetto “ambasciatore” del made in Italy perché ne rispecchia appieno il profilo. Pietro Corsi, nato a Casacalenda, il paese dei letterati, emigrato nel 1959 in America, è stato innanzitutto un manager che ha saputo portare al mulino “Italia” tanta acqua. Infatti, divenuto dirigente di una compagnia crocieristica, la mitica Princess Cruises di Los Angeles, promosse la cucina italiana sostituendo tutti i cuochi in prevalenza cino-canadesi con cuochi italiani, convinto che fossero i soli a poter produrre menu internazionali degni di navi di lusso. La scelta di Corsi, inaugurò la tradizione italiana in quella compagnia. Sono migliaia attualmente i cuochi italiani che si sono succeduti da allora sulle sue navi. Ma non solo, grazie alla sua mediazione la società commissionò alla Fincantieri di Monfalcone due navi gemelle disegnate da Renzo Piano, la “Crow Princess” e la “Regal Princess” e successivamente tutta una nuova flotta ancora oggi in costruzione. Un colpo di fortuna in quel periodo gli arrivò inaspettatamente dalla soap opera “The Love Boat” che fu girata sulla Princess Cruises. Quel programma televisivo attirò, infatti, sulle sue navi migliaia di turisti desiderosi di rivivere le esperienze dei protagonisti di quella trasmissione di successo. E fu proprio il casacalendese Corsi a contribuire al successo della compagnia americana, divenuta una delle più grandi del mond
Ma torniamo indietro e analizziamo la vita di questo personaggio dai modi garbati, sensibile e intriso di “molisanità” fino alla radice dei capelli. Cresciuto nel retroterra umile e contadino affrontò grandi sacrifici prima di raggiungere una posizione di prestigio. Abbandonò, infatti, gli studi per lavorare come tirocinante presso notai. Intelligente e intraprendente, iniziò contemporaneamente una collaborazione con le pagine regionali dei quotidiani “Il Tempo”, “Il Messaggero”, “Paese Sera”. Si trasferì quindi a Roma dove aprì uno studio di dattilografia e traduzioni. Qui venne a contatto con il mondo del cinema e della radio che gli commissionarono le traduzioni dei copioni cinematografici. Collaborò poi con il paroliere napoletano Michele Galdieri alla creazione di diversi programmi radiofonici come il “Cantagiro d’Italia”, “Sorella Radio” che ottennero in quegli anni grande successo di pubblico.
Attività, comunque, che non bastava a farlo campare decentemente, per questo decise di raggiungere il fratello che lavorava in Canada.
E così, siamo alla fine del ’60, lasciò Montreal per New York dove trovò imbarco su una nave come commissario di bordo. Un mestiere che gli permetteva di viaggiare, di vedere nuovi mondi. E il paese dove approdò, quello che affascinò Pietro Corsi fu il Messico. Sarà anche una messicana a conquistare il suo cuore, una ragazza di Mazatlan, Elsa Gama Olmos, che sposerà e gli darà due figli. Il Messico ispirerà anche il suo secondo libro, Ritorno a Palenche.
Fu a questo punto che Corsi entrò a far parte della compagnia crocieristica e ne scalò il vertice fino alla carica di vicepresidente esecutivo. E poiché per lui tutto è business, da quest’esperienza trasse libri didattici e di cucina, perché il nostro, da buon italiano, di gastronomia se ne intende davvero.
Inoltre, in quel periodo pubblicò anche vari altri libri, tra cui: Lo sposo messicano; Amori tropicali di un naufrago; Sweet Banana; Il morbo dell’ozio.
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P.S.: di Barbara Bertolini:
P.S.: di Barbara Bertolini:
Questo articolo uscì nel 2002. Nel frattempo il nostro scrittore ha pubblicato ben 4 volumi. Ma la cosa bella è che la Fincantieri continua a costruire navi per la Princess Cruises. Infatti nel 2010 sono state commissionate altre 2 navi dalla Carnival: saranno le più grandi mai costruite in Italia. E la Fincantieri (e la sua maestranza) non sa che una piccola candelina la dovrebbe accendere a San Pietro Corsi molisano di Los Angeles!
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